LA LEGGENDA DI NARCISO: BELLEZZA, EGOISMO E VANITA’

LA LEGGENDA DI NARCISO: BELLEZZA, EGOISMO E VANITA’

Il narciso è il fiore che, forse più di qualsiasi altro, possiede una fortissima carica simbolica. Il suo nome ci riporta subito alla mente il famoso mito greco di cui Ovidio parla nelle “Metamorfosi”. La leggenda racconta che Narciso nacque dal dio del fiume Cefiso e della ninfa Liriope. Quest’ultima , preoccupata per il futuro del figlio, consultò l’indovino Tiresia il quale predisse che Narciso avrebbe raggiunto la vecchiaia “se non avesse mai conosciuto se stesso.”

Col passare del tempo, Narciso divenne un giovane di tale bellezza che chiunque, uomo o donna, giovane o vecchio, si innamorava di lui. Egli, però, orgogliosamente e preso solo da se stesso, respingeva tutti.

Un giorno la ninfa Eco seguì furtivamente il giovane tra i boschi e corse ad abbracciarlo ma lui la respinse scontrosamente. Eco, con il cuore infranto e disperata per il suo amore non corrisposto, trascorse il resto della vita in valli solitarie, finché di lei non rimase altro che la voce.

Nemesi, la dea dei delitti impuniti e irrisolti, decise così di punire il crudele Narciso. Un giorno il ragazzo, mentre era a caccia, si imbatté in una pozza d’acqua e si accucciò su di essa per bere. Non appena vide per la prima volta la propria immagine riflessa si innamorò perdutamente di essa, senza rendersi conto che fosse lui stesso. Solo quando si accorse che l’immagine riflessa apparteneva a sé e, comprendendo che non avrebbe mai potuto ottenere quell’amore, si lasciò morire struggendosi inutilmente. Si compiva così la profezia di Tiresia.

Quando le Naiadi, ninfe delle acque dolci, e le Driadi, ninfe delle querce, presero il suo corpo per collocarlo sul rogo funebre, al suo posto trovarono un fiore al quale fu dato il nome di narciso.

Dal mito greco deriva l’aggettivo “narcisista” che indica individui molto vanitosi ed innamorati di se stessi e anche la simbologia che lega il fiore del narciso alla bellezza e all’ “amore egoista” che non permette di guardare all’esterno, che non lascia sentimenti per gli altri. Un amore che, nell’idea di conoscere, nutrire ed ammirare solo il proprio io, è destinato a morire.

Nella foto: “Narciso”, Caravaggio (1597-1599), Galleria Nazionale d’Arte Antica – Palazzo Barberini, Roma

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